Dove si trova
Nel piccolo caratteristico villaggio contadino di Pieve di Santa Luce, in una vallata formata da classiche colline toscane, è ubicata la nuova costruzione denominata Giuly Rosselmini. Il palazzo storico risalente allinizio dell800, completamente restaurato, raggruppa 16 graziosi appartamenti disposti a piano terra, primo
o secondo piano, dotati dei migliori comfort. Adatto per una vacanza rilassante con possibilità di numerose escursioni sia alle vicine località costiere che nel cuore della verde toscana.
Appartamenti
Gli appartamenti internamente disposti in modo diverso tra loro, sono dotati di arredi e corredi nuovi in tipico stile toscano e Tv.
A piano terra dispongono di piccolo giardino privato.
Bilo 4: soggiorno con angolo cottura e divano letto doppio o matrimoniale, camera matrimoniale, servizi.
Inizio/fine soggiorno
Sabato/sabato arrivo dalle 17.00 alle 20.00 - partenza entro le 10.00
Spiagge
A pochi chilometri dal Residence, sono presenti numerose spiagge: le lunghe e sabbiose spiagge di Vada, Tirrenia, Donoratico e le scogliere di Castiglioncello e Calafuria.
Storia e Cultura
Da Vedere
Nel comune di Santa Luce si possono visitare la chiesa di San Bartolomeo, il palazzo dei Conti Finocchieti e la villa della famiglia Tetti del XVII secolo.
Il Lago di Santa Luce
è una Riserva Naturale Provinciale situata nel territorio comunale di Santa Luce a circa 6 km dall'omonimo centro abitato. Nasce dalla collaborazione tra la Solvay Italia, proprietaria del bacino artificiale, la Provincia di Pisa e la LIPU con il supporto del Comune di Santa Luce. In quest'area è presente una grande concentrazione di animali in uno spazio così limitato. Gli uccelli sono sicuramente la classe animale maggiormente rappresentata: in totale 155 specie di uccelli osservate negli ultimi 10 anni, appartenenti a ben 47 differenti famiglie. Tra le 155 specie ben 62 risultano nidificanti e 101 sono quelle migratrici. La Riserva ospita 83 specie inserite nella categoria SPEC (dall'abbreviazione inglese Species of European Conservation Concern) , cioè importanti dal punto di vista della protezione e della conservazione, a testimoniare ulteriormente l'importanza dell'area protetta.
Decisamente più schivi e sospettosi, di abitudini crepuscolari e notturne, i mammiferi della Riserva, seppure numerosi, sono più difficili da avvistare rispetto agli uccelli. La vicinanza di aree boscate e la presenza di stretti corridoi lungo i corsi d'acqua facilita l'avvistamento dei caprioli e dei cinghiali. L'osservazione è più facile alle prime luci dell'alba oppure al tramonto quando scendono ad abbeverarsi. Di giorno non è raro incontrare la volpe mentre vaga in cerca di cibo lungo le rive del lago, o la nutria mentre traghetta il lago da sponda a sponda. La nutria è una specie non autoctona che ha popolato negli ultimi decenni molte zone umide d'Italia. Importata ed allevata per la sua pelliccia dall'America meridionale si è perfettamente adattata alle condizioni ambientali del nostro Paese. Il numero degli esemplari presenti nella Riserva è costante in quanto tenuto sotto controllo dai predatori naturali presenti. La Riserva ospita molti piccoli roditori, facili prede dei rapaci notturni come il barbagianni: fra queste il toporagno, il topo selvatico e il moscardino. Altri mammiferi che frequentano l'area sono la puzzola, la donnola, il tasso, l'istrice, il riccio, il ghiro. Diversi anche i rettili e gli anfibi presenti nella Riserva.
Casciana Terme
Incastonata nella bellissima campagna delle colline Toscane, Casciana Terme, centro termale in Toscana, rappresenta, con i suoi oltre mille anni di storia, uno di quei tanti piccoli capolavori che la vita secolare della popolazione Toscana ha contribuito a erigere e preservare. Un luogo per star bene indipendentemente dalle esigenze di ciascuno: benessere psicofisico e termalismo classico, per prevenire e curare patologie o riabilitazione motoria per chi necessita di recuperare la funzionalità del proprio corpo dopo traumi o interventi di varia natura.
Storia
Il comune di Santa Luce si trova in provincia di Pisa, ad un'altitudine di 200 m s.l.m. ed ha una popolazione di circa 1500 abitanti.
L‘origine del borgo è quasi sicuramente medievale, sebbene nella vicina pieve di Santa Lucia siano presenti resti di un edificio più antico. Lo stesso toponimo del capoluogo dovrebbe derivare dal latino medievale "Sancta Lucam" o dal nome stesso della pieve. La chiesa lascia sue notizie fin dal 1046, un periodo durante il quale risulta essere collegata al plebato di Sant'Angelo. Solo a fine XV secolo ottiene la possibilità di disporre di un fonte battesimale proprio e di rompere perciò i suoi legami con l'altro piviere.
Ancora oggi Santa Luce conserva la sua fisionomia di borgo fortificato, che agli albori della sua nascita è un possedimento dei conti Cadolingi di Fucecchio. Più tardi, nel 1135, a seguito di una luna diatriba tra questi, i nobili Upezzinghi e il vescovo di Pisa, parte del territorio di Santa Luce viene incorporato nelle proprietà dell'Arcivescovado della città della torre. Trascorrerà i secoli successivi sotto l'influenza di Pisa sino all'inizio del Quattrocento.
Nel 1406 anche Santa Luce fa parte del grande numero di borghi e "comunitas" del pisano che si sottomettono ai Fiorentini intuendo l'ormai inesorabile declino di Pisa. Le condizioni dell'occupazione gigliata non sono comunque particolarmente pesanti per gli abitanti della città, il cui unico obbligo è inviare ogni anno a Firenze un gigantesco cero, per la festa di San Giovanni. Nonostante ciò, nel 1496, Santa Luce segue Pisa nella sua rivolta contro Firenze. Una volta ripreso il controllo del castello, i Fiorentini decidono perciò di raderlo al suolo.
Il periodo granducale vede Santa Lucia coinvolta nel riordino amministrativo del 1776. L'economia locale, nel frattempo, si consolida intorno alle pratiche dell'agricoltura e dell'allevamento. Quasi all'unanimità, il Plebiscito del 1860 decreta l'ingresso del paese nel Regno d'Italia. Si sviluppa in questo periodo anche l'attività estrattiva legata alle cave d'alabastro lungo il fiume Marmolaio. La chiusura di alcune di queste cave, nel 1907, darà il via ad una lunga serie di proteste operaie, che fanno da prologo alla nascita del movimento di resistenza locale, che si impegnerà sul fronte dell'occupazione nazifascista.
Tradizioni
Cucina
La cucina toscana è costituita, principalmente, di piatti e dolci tradizionali che mantengono inalterata la loro preparazione da molti anni.
Il primo prodotto caratteristico che non trova eguali o simili in Italia è il pane toscano, caratterizzato dalla mancanza di sale.
Altra caratteristica della tradizione culinaria toscana per eccellenza è l'uso di carni bianche e di selvaggina. I prodotti dell'aia del podere, dove pascolano liberamente polli, tacchini, oche, faraone e piccioni insieme coi conigli ed colla selvaggina come la lepre ed il cinghiale, il fagiano e l'istrice costituiscono da sempre il menù delle grandi feste. Il maiale anch'esso è molto usato, basti pensare al famoso salame toscano, al prosciutto conservato sotto sale, alle salsicce ed ai prodotti particolari come il Buristo anch'esso frutto dell'ingegnosità della povera gente.
Tra i formaggi la tradizione si concentra sul Pecorino Toscano, come prodotto da conservare: i più famosi quello di Pienza e quello maremmano; mentre troviamo la ricotta ed il raveggiolo tra i formaggi molli.
Infine grande spazio ai dolci, dove spiccano i famosi dolci senesi come il panforte, la zuppa del duca (tiramisu), la torta di cecco, ecc. .
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- Supplemento trilocali 6 e tipologie superiori: € 70 ad appartamento.